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     LUOGHI E MONUMENTI



Chiesa di San Rocco

san rocco 800L'oratorio di San Rocco sopra Villatico è una delle circa 30 chiese dedicate al santo erette sul territorio lariano dall'epoca medioevale fino al 1600 a dimostrazione della diffusione del culto a questo taumaturgo in epoche di frequenti e gravi epidemie che decimavano le popolazioni e i loro animali. La piccola chiesa sorge sulle pendici del Monte Legnone, in una zona leggermente pianeggiante e boscosa. La località sembra che non sia mai stata abitata in forma permanente. Però da qui passava e vi tuttora passa la riscoperta via di comunicazione denominata "sentiero del viandante", uno dei percorsi che collegavano i paesi della sponda orientale del Lario prima della costruzione da parte degli austriaci della strada militare della riviera nella prima metà dell'ottocento. Il tempietto era dedicato originariamente a San Sebastiano martire, un soldato convertito al cristianesimo all'epoca di Diocleziano e barbaramente ucciso come è mirabilmente illustrato nell'affresco sulla parete sinistra. Dal secolo XVII al XIX le popolazioni funestate periodicamente da diverse epidemie, tra cui la tremenda epidemia di peste del 1630 descritta anche dal Manzoni ne "I promessi sposi", iniziarono a invocare non più il soldato romano San Sebastiano ma San Rocco, sentito più vicino a loro per il suo abito da pellegrino e la sua storia di guaritore attento ai bisogni della gente. Il Santo era supplicato come difensore contro la peste, il colera, le malattie degli animali, la filossera e le calamità naturali. Per questi poteri taumaturgici, la sua devozione si estese rapidamente in tutta Italia e, in modo particolare, sulle nostre terre dove soppiantò il culto del soldato romano San Sebastiano. In momenti di transizione dal primo al nuovo patrono, i due santi venivano spesso rappresentati assieme, a fianco della Madonna come si nota nella sinopia della nostra chiesetta del secolo XVII.
 
san rocco IMG 2615 800Possiamo ipotizzare che il luogo di culto, affrescato a più tappe dalla sua edificazione, sia stato costruito in seguito a un voto al santo come ringraziamento per aver protetto la comunità o come pegno per proteggerla dal contagio della peste che periodicamente colpiva queste terre di passaggio delle soldatesche dal nord verso la pianura. Data la posizione del tempietto in mezzo ai boschi di castagni e anticamente di querce, non è inverosimile ritenere che al tempo degli antenati Celti in questo posto sorgesse un luogo di culto delle loro divinità silvestri.

Per ora non sono stati recuperati scritti che documentino la data precisa della costruzione dell'oratorio, però la sua dedicazione al martire Sebastiano dei primi secoli e soprattutto l'impianto romanico dell'edificio, come evidenziato dalla bassa e ridotta abside semicircolare con una monofora fatta successivamente chiudere, sembrano farlo risalire al secolo XIV. Su questa piccola abside si innesta un'unica navata piuttosto spaziosa che, come si può desumere dalle sue dimensioni e dalla sua configurazione, è frutto di ampliamenti e di rimaneggiamenti iniziati già a partire dal secolo XV e proseguiti fino al XVII e conclusi solo una decina di anni fa. (2002).

All'interno del tempio si trova una statua lignea che rappresenta il Santo contraddistinto dai suoi simboli iconografici: una gamba scoperta e piagata per indicare che fu anche lui colpito dalla peste e in seguito guarito, il bordone del viandante con appesa la zucca per contenere l'acqua, la conchiglia simbolo del pellegrinaggio a Santiago di Compostela che fanno riferimento alla sua vocazione di pellegrino e il cane fedele che lo saziava con una pagnotta quando ammalato si era ritirato in un bosco.
 
san rocco planimetria 800Sulla parete Nord, entrando a sinistra, c'è uno splendido affresco risalente al secolo XVI che rappresenta,  su una superficie di cm. 250 per cm 500, la scena del martirio di San Sebastiano colpito dagli arcieri dell'imperatore Diocleziano assiso su un trono davanti ad un vasto panorama di paesaggio lacustre e montano. Vicino all'altare si trova l'affresco di cm 250 per cm 600 raffigurante l'Ultima Cena, risalente al secolo XVI e rinvenuto nel corso di una campagna di restauro svoltasi negli ultimi anni. Tra i due affreschi si intravede una sinopia di cm. 250 per 250 risalente al secolo XVII che raffigura i due santi San Rocco e San Sebastiano in piedi probabilmente a fianco della Vergine. Oltrepassato il piccolo presbiterio si possono ammirare le pitture medioevali dell'abside. L'impianto di questi affreschi segue il tipico schema dell'epoca e sono dovuti a un ignoto, ma capace pittore che dovrebbe aver operato nei primi anni del XV secolo.

Dal poggio antistante si gode un magnifico panorama di Colico e dell'alto Lario. Ogni anno, il 16 agosto, da tempo immemore si svolge nei pressi della chiesetta la sagra popolare di San Rocco
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